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Incantesimi, il nuovo album di Emiliano Toso | Translational Music

Incantesimi, il nuovo album di Emiliano Toso: un viaggio tra Musica, memoria e Natura.

Quando ho iniziato a lavorare a Incantesimi, l’immagine che continuava a tornare era quella dell’oceano: uno spazio immenso, profondo, attraversato da suoni capaci di percorrere distanze enormi e raggiungere qualcuno molto lontano dal punto in cui sono nati.

Dentro questo paesaggio è arrivata anche la Balena, che nell’album porta con sé canti di una conoscenza antica. È diventata una presenza importante nel mondo di Incantesimi, perché mi ha fatto pensare alla Musica stessa: un suono nasce in un punto preciso, poi si allontana da chi lo ha generato, attraversa uno spazio che non possiamo controllare e incontra altre persone, altre storie, altre memorie. Nella presentazione dell’album ho immaginato questo viaggio “profondo come il mare d’inverno e leggero come il cielo di primavera”, accompagnato proprio dal canto della Balena e da ciò che può riportarci verso la parte più autentica di noi stessi.

È da qui che prende forma Incantesimi.

Ritrovare ciò che ci orienta

Durante la composizione ho sentito sempre più forte il desiderio di tornare verso strumenti essenziali, capaci di riaccendere la creatività, restituirci una direzione e farci entrare nuovamente in contatto con ciò che riconosciamo come profondamente nostro.

Quando parlo di “incantesimi” penso anche a questo: esperienze semplici che riescono, qualche volta inaspettatamente, a modificare il nostro sguardo. Può accadere attraverso un incontro, una parola, un gesto, un suono o un’immagine della Natura che ci porta a osservare da una prospettiva diversa qualcosa che avevamo davanti da tempo.

Nelle parole che accompagnano l’album questi elementi diventano piccoli Incantesimi che possono sostenere la nostra ricerca, riaccendere la creatività e aiutarci a ricordare la nostra rotta, la nostra Musica, le nostre origini e i suoni delle nostre memorie.

Il viaggio di questo album attraversa quindi ciò che ricordiamo, ciò che abbiamo dimenticato e ciò che continua a risuonare dentro di noi anche quando non sappiamo ancora dargli un nome.

Quando la Biologia incontra la Musica

Nel nostro organismo l’informazione diventa continuamente materia. Le cellule ricevono segnali, comunicano, si specializzano e contribuiscono alla costruzione di tessuti e organi differenti. Dietro ciò che percepiamo come un corpo unico esiste un dialogo estremamente complesso, fatto di informazioni che devono essere riconosciute e trasformate.

Durante la nascita di Incantesimi ho ritrovato spesso questa immagine. Anche prima della nota esiste qualcosa che ancora non possiede una forma precisa: un’intuizione, un ricordo, un’emozione, una domanda. Attraverso il gesto musicale quell’informazione prende forma nel suono e può diventare un’esperienza condivisa.

Per questo, tra le immagini di Incantesimi, c’è una sinfonia che permette alle cellule di riconoscere una direzione e di passare dall’informazione alla materia. È un modo di osservare la Vita che porto con me da biologo e che finisce sempre per entrare anche nella mia Musica.

Un album attraversato da storie e generazioni diverse

Molte composizioni iniziano in un momento solitario, ma cambiano profondamente quando vengono affidate ad altri musicisti. Incantesimi è cresciuto anche attraverso sensibilità, età, esperienze e modi di percepire la Musica molto diversi tra loro.

Al contrabbasso c’è Enrico Porta. Ai violoncelli Lorena Borsetti e Giulia Mazza.

Giulia è sorda dalla nascita, e la sua presenza dentro questo progetto porta con sé una prospettiva preziosa: ci ricorda quanto fare esperienza della Musica possa assumere forme diverse, molto più ampie dell’idea che spesso abbiamo dell’ascolto.

Al pianoforte c’è anche Martina Toso, mia figlia, giovanissima, e al violino Valentina Wilhelm, che ha vent’anni. Mi emoziona che un album così attraversato dai temi delle origini, della memoria e delle conoscenze che arrivano da lontano abbia preso forma anche grazie a musiciste appartenenti a una generazione così giovane.

Insieme a loro ci sono naturalmente anche le mie mani e il mio pianoforte, ma una composizione, quando viene condivisa, non coincide più soltanto con l’idea da cui è partita. Un timbro può suggerire un percorso diverso, una frase può acquistare un respiro differente e la sensibilità di un’altra persona può far emergere qualcosa che durante la composizione era ancora nascosto.

Per questo sento Incantesimi come un lavoro profondamente legato all’incontro tra strumenti, generazioni, storie personali e differenti modi di sentire la Musica. A questa pagina è possibile iniziare a conoscere più da vicino anche i musicisti che hanno partecipato al progetto e ascoltare una prima finestra sul suo viaggio musicale.

Come sempre, abbiamo registrato con strumenti acustici accordati a 432Hz.

Incantesimi come ringraziamento

Un altro tema che ha accompagnato la nascita dell’album è quello del ringraziamento.

Ringraziamento alla Natura, alle persone che condividono con noi un tratto di strada, alle esperienze che ci mostrano una direzione e anche a quelle che ci obbligano a cercarne una nuova. Ringraziamento verso ciò che arriva dal passato e continua a trovare un modo per parlarci nel presente.

Dentro Incantesimi convivono per questo immagini apparentemente molto lontane: l’oceano e la cellula, il canto della Balena e il DNA, la memoria e la creatività. Per me fanno tutte parte della stessa ricerca, quella che riguarda la capacità di riconoscere ciò che ci orienta e di restare in contatto con la parte più sincera della nostra esperienza.

La Musica continua a essere uno degli strumenti attraverso cui provo a percorrere questa ricerca.

Ora Incantesimi può iniziare il suo viaggio

Dopo il tempo della composizione, degli incontri e della registrazione, arriva quello in cui un nuovo album di Translational Music lascia lo spazio in cui è nato e comincia a incontrare chi lo ascolterà.

Incantesimi esce il 5 novembre ed è disponibile in doppio CD o in chiavetta USB. Fino a quel giorno, durante il preordine, le copie verranno preparate per arrivare autografate da me e da Valentina Wilhelm.

È un gesto semplice con cui abbiamo voluto accompagnare le prime persone che sceglieranno di entrare in questo viaggio fin dall’inizio.

Da quel momento accade qualcosa che considero da sempre una delle parti più affascinanti della Musica: un brano comincia a incontrare la memoria di chi lo ascolta, il momento della vita in cui viene scoperto, i luoghi e le persone a cui finirà per essere associato. Il suo significato continua quindi a trasformarsi molto dopo che l’ultima nota è stata registrata.

Il canto parte da un punto dell’oceano e raggiunge luoghi che chi lo ha iniziato non può conoscere in anticipo.

Ora Incantesimi è pronto a percorrere quella distanza.

Scopri Incantesimi e preordina la tua copia autografata.

Presentazione dal vivo dell’album, 8 dicembre, Teatro Bibiena di Mantova

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