Gli acquerelli di Translational Music
La storia degli acquerelli di Translational Music, nati dai pennelli di Wilma Camatti per rendere visibile la musica di Emiliano Toso.
Quando ho iniziato a condividere la mia musica, non avrei mai immaginato che potesse diventare anche visibile con gli occhi.
Tutto è nato quasi per caso, come una scintilla di sincronicità. Avevo registrato il mio primo CD e cercavo un’immagine che potesse accompagnarlo. Ho chiesto a mia mamma, Wilma, di disegnare la copertina.
Lei per anni aveva dipinto paesaggi, fiori, nature silenziose. Io, da biologo, le avevo proposto di rappresentare le cellule così come si vedono al microscopio, sulle pagine delle riviste scientifiche. Ma mia mamma non ha seguito la mia idea: ha scelto di ascoltare.
Lasciando che la musica fluisse dentro di lei, invece di dipingere ciò che si vede, ha dipinto ciò che si SENTE.
Così è nato il primo acquerello di Translational Music: non un’immagine tecnica, ma una visione, la ttraduzione di una vibrazione sonora in una vibrazione di colore. Quel giorno ho compreso che non è importante soltanto ciò che l’occhio riesce a osservare, ma anche ciò che il cuore riesce a percepire.
Da allora, ogni volta che suono, mia mamma si lascia guidare da quelle note. I suoi pennelli seguono i movimenti della musica, creando forme e colori che nascono da ciò che sente. Mi piace pensarlo come un dialogo reciproco: a volte è la musica a guidare i colori, altre volte sono i colori a generare nuove improvvisazioni. Persino il rumore del pennello nell’acqua, o il ritmo lieve sul foglio, diventano parte di quella sinfonia invisibile.
Gli acquerelli sono diventati così parte integrante di Translational Music. Non solo immagini da guardare, ma finestre che permettono di accedere a un altro livello di ascolto. Come se la musica avesse trovato un secondo linguaggio per raccontarsi.
Oggi questi acquerelli hanno trovato una casa e un riconoscimento pubblico. A ottobre, nel cuore del Ricetto di Candelo, prenderà vita la mostra “L’Emozione del Colore”, con le opere di Wilma Camatti ispirate ai brani di Translational Music. Ad accompagnarne l’inaugurazione ci sarà un mio concerto: un incontro in cui suono e colore si intrecceranno ancora una volta, in risonanza.
Gli acquerelli di Translational Music sono nati come un dono spontaneo, un gesto d’amore e continuano a esserlo: un invito a guardare con occhi nuovi la musica che ci abita e che ci attraversa.
Guarda il video in cui mamma Wilma Camatti dipinge seguendo le mie note, nella Casa della Musica



